Lucio Ciro Martis

Nato nel 1987 da due giovani sardi che, trascinati dalla passione, lo hanno concepito probabilmente per errore, ma con la premura di farlo crescere tutto sommato abbastanza sveglio. Si ritrova bambino, bellissimo ometto dai capelli corvini che, agisce sin da subito con entusiasmo artistico. Forse un po’ per distrazione o perché non c’era molto da fare negli anni ’90 se non ingerire sostanze tossiche e imparare a memoria tutte le canzoni degli 883, o forse un po’ anche perché alla fine dei conti il linguaggio dell’arte è molto più libero di qualsiasi altro. Diventa grande, un ragazzo timido che studia al liceo artistico e poi all’accademia di belle arti, laureandosi in pittura nel 2014. Lavora, vive, ama, piange, mangia, ama ancora, piange ancora, non mangia, vive, nel frattempo prova a realizzare i suoi sogni, piange, si ubriaca, vive d’insoddisfazione e poi, “diventa matto”. La parte dove diventa matto è circa il 2022, ma nel momento di massima follia però, riesce a capire un po’ di cose, tipo traumi che fanno male e gli danno un’idea più chiara di se stesso, di quell’ideale di umano che da bambino aveva disegnato per la prima volta. Per sua sfortuna è un essere umano creativo dal giorno in cui suo padre, per la prima volta, gli ha messo in mano una matita e gli ha detto: “puoi disegnare tutto quello che immagini”.

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