Javier Milei ha ottenuto una vittoria significativa alle elezioni di metà mandato in Argentina, superando il 40% dei consensi a livello nazionale e consolidando la posizione del suo partito La Libertad Avanza come secondo gruppo parlamentare dopo aver battuto anche il peronismo nelle sue roccaforti storiche (Corriere, Open, RSI). Il successo incrina definitivamente decenni di dominio peronista, ma la crescita parlamentare non consente comunque a Milei la maggioranza assoluta, costringendolo a cercare alleanze per avanzare il suo programma ultra-liberista.
Sul fronte politico ed economico, la reazione dei mercati è stata positiva: la nuova forza del governo favorisce l’approvazione di riforme attente alla deregolamentazione, ai tagli al settore pubblico e alla riduzione dell’inflazione (Open). L’annuncio di ulteriori aiuti economici dagli Stati Uniti, confermato dalle congratulazioni ufficiali del presidente Trump, rafforza le prospettive di nuovi investimenti e sostegno finanziario internazionale (Corriere, RSI).
Non mancano però le perplessità: la bassa affluenza (67,85%) è sintomo di una società stanca e polarizzata, mentre le riforme drastiche rischiano di alimentare proteste sociali e di esasperare le difficoltà di ceto medio e famiglie in crisi. La svolta liberista può rappresentare una nuova fase di rilancio e di attrazione per capitali esteri, ma il percorso resta incerto e il consenso sociale fragile, imponendo attenzione su possibili tensioni e ostacoli interni nei prossimi anni (RSI, Open).


