Da quando l’IA è piombata sul mercato del lavoro come un fulmine a ciel sereno, ci si sente in una sorta di limbo e ci si chiede, quanti e quali lavori verranno sostituiti dall’automazione. Abbiamo già esplorato in articoli precedenti l’impatto economico e sociale dell’intelligenza artificiale (Superchio, Daniele Contino, “L’impatto economico dell’intelligenza artificiale“), che potrebbe automatizzare fino a 800 milioni di posti di lavoro globali entro il 2030 secondo il McKinsey Global Institute, creando però anche 130-230 milioni di nuove opportunità. Come già detto nell’analisi dell’articolo precedente, non si tratterebbe di un’apocalisse occupazionale, ma di una transizione (pur sempre apocalittica, ma di passaggio) dove alcune professioni “capitoleranno” per prime, mentre altre resisteranno grazie a caratteristiche uniche come l’empatia umana, la destrezza fisica in ambienti imprevedibili e il giudizio etico complesso.
Professioni a rischio, routine e automatizzazione
Sei un impiegato del catasto e ti senti al sicuro? Bene, da domani le cose potrebbero cambiare anche per te! Ovviamente si sdrammatizza, tuttavia le professioni più vulnerabili sono quelle basate su compiti ripetitivi a basso valore aggiunto, prevedibili insomma, ideali per l’automazione IA. Secondo un’analisi della Banca d’Italia, circa 4,75 milioni di lavoratori italiani sono ad alto rischio, inclusi addetti data entry, cassieri, contabili junior, telemarketer e impiegati back-office, con un’esposizione maggiore nelle professioni a medio-alto reddito. Quindi, in poche parole, se la tua mansione lavorativa comprende lavori, sia fisici che impiegatizi, che prevedono una sorta di comprensione del metodo e ripetitività dell’operazione in definiti campi di applicazione, tra 5 anni potresti dover cambiare mansione.
L’OECD (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) Employment Outlook 2023 conferma che l’IA colpisce soprattutto ruoli con abilità cognitive standardizzabili, come verifiche documentali e gestione archivi, senza segni di rallentamento della domanda di lavoro finora, ma con potenziali sostituzioni accelerate.
Caratteristiche delle professioni resistenti
Le professioni che resisteranno nel medio termine condividono tratti “umani” difficili da replicare come intelligenza emotiva, interazione fisica imprevedibile, creatività aperta e responsabilità etica. L’OECD evidenzia che ruoli con social-emotional skills, come empatia e giudizio in tempo reale (come ad esempio infermieri che interpretano i bisogni dei pazienti), hanno bassi tassi di automazione, ritennuti quindi resistenti per una soglia indicativa del 85-95% resistenti. McKinsey sottolinea lavori fisici in contesti variabili, come manutenzione o artigianato, e quelli con accountability legale, dove l’IA incrementa sicuramente la produzione ma non sostituisce.
Implicazioni e strategie Future
Per il medio termine, il mercato premierà chi integra l’IA, imparare a sfruttarla senza diventarne dipendente in modo da poter sviluppare competenze ibride è cruciale, come previsto dal WEF con enfasi su IA literacy e cybersecurity. Istituzioni come OECD, raccomandano politiche di formazione del personale in azienda, dato che l’IA crea domanda di lavoro in sviluppo modelli e monitoraggio, in modo da bilanciare il cambiamento delle necessità evitando così che il personale non stia al passo col mercato, e oltre a non essere utile all’azienda, diventi non collocabile in futuro sul mercato del lavoro.
In conclusione, mentre le routine svaniscono, professioni umane evolveranno, richiedendo adattamento proattivo per cogliere opportunità in un’economia guidata dall’IA.
In questo momento specifico non si può assaporare questo cambiamento, l’intelligenza artificiale è ancora uno strumento immaturo, che nel futuro prossimo subirà sicuramente diversi sviluppi e cambiamenti. Certamente la stampa mainstream ne esagera le attuali applicazioni e qualità, ma di certo nei prossimi anni conquisterà terreno di applicazione e questi cambiamenti, seppur in modo graduale sia per effetto delle politiche sociali che per la necessità di tempo per lo sviluppo, arriveranno.


